L'apprendimento esperienziale nei corsi di formazione aziendale

Pubblicato da: Salvatore Errante aggiornato il 18 novembre 2021
Salvatore Errante
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06-apprendimento esperienzialeL’apprendimento esperienziale rientra fra le componenti essenziali nell’efficacia dei corsi di formazione aziendale, soprattutto quando riguardano lo sviluppo e il consolidamento di competenze soft, come la capacità di leadership, le competenze di vendita e il change management.

Quali sono le origini della formazione esperienziale? Come si inserisce nei progetti di training aziendale e quali sono i benefici che possiamo ottenere? Continua a leggere l’articolo per scoprirlo!

Definizione di apprendimento esperienziale

Descritto anche come learning by doing, quello di tipo esperienziale è apprendimento fondato sul fare determinate cose, vivere determinate situazioni e sperimentare determinate emozioni, con l’obiettivo di imparare una capacità nuova in un ambiente protetto.

Il legame tra apprendimento esperienziale e corsi di formazione aziendale

Ciò che si crea nei corsi di formazione aziendale che prevedono una componente esperienziale è una situazione nella quale i partecipanti provano nuovi comportamenti e abitudini, in un contesto che riflette quello in cui lavorano ogni giorno, condensando in poche ore una serie di attività studiate con l’obiettivo di sviluppare e consolidare una competenza.

 

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Spesso, uno degli ostacoli all’apprendimento si trova proprio nel timore di essere giudicati o di non essere all’altezza che, come partecipanti, proviamo nel momento in cui ci viene comunicata la necessità di prendere parte a un corso di formazione aziendale.

Quando invece vengono condivisi gli obiettivi e il metodo – che comprende un elemento di attività esperienziale – si parte con un vantaggio, perché si supera il preconcetto di essere in qualche modo inadeguati, così come siamo.

Le origini della formazione esperienziale

La tradizione della formazione esperienziale viene fatta risalire alle antiche civiltà - greca, egizia e cinese.

Avvicinandoci ai tempi recenti, in psicologia l’apprendimento esperienziale viene spesso rapportato allo sviluppo dei neonati che imparano da soli, attraverso errori e prove ed esplorando il mondo attorno a sé. Un esempio molto immediato è il momento in cui da piccoli impariamo a camminare.

Sono stati David A. Kolb e John Fry i primi a teorizzare il concetto di formazione esperienziale nel contesto organizzativo, basandosi sull’idea che il processo di apprendimento di conoscenze, abilità e competenze si completi attraverso una trasformazione dell’esperienza.

Il cosiddetto Ciclo di Kolb – di cui si è parlato anche nel video - si compone di quattro fasi:

  1. esperienza concreta
  2. osservazione riflessiva
  3. concettualizzazione astratta
  4. sperimentazione attiva

Questo modello è stato poi messo in discussione, applicato, criticato, ma i suoi quattro pilastri restano quelli fondanti della formazione esperienziale, anche se non sono più seguiti in modo sistematico e sequenziale.

L’evoluzione dell’apprendimento esperienziale

Come ogni attività professionale e privata, anche i corsi di formazione aziendale e la loro componente esperienziale stanno attraversando una fase di trasformazione, guidata da nuove tecnologie e modalità di lavoro.

Le tendenze che si stanno consolidando riguardano due macro-temi:

L’ostacolo del mezzo digitale è in realtà solo apparente, perché non crea distanza e non limita le possibilità di fare esperienza. Il motivo è che non è necessario che si creino delle situazioni estreme, magari legate al contesto outdoor come in alcune tipologie di team building, per provare nuove attività e creare abitudini di lavoro più efficaci.

 

Quali sono i benefici della formazione esperienziale?

 

Il primo vantaggio è legato alla possibilità di provare, sperimentare, sbagliare e riprovare all’interno di un ambiente controllato e protetto, affidandosi alla guida di facilitatori dell’apprendimento esperti.

Quando le attività – anche se in apparenza astratte e slegate dalla quotidianità lavorativa - sono studiate proprio per sviluppare un’abitudine da replicare nell’ambito professionale, saranno i partecipanti stessi, nei momenti di osservazione riflessiva previsti, a comprendere come applicare le nuove competenze una volta tornati alle attività.

La componente esperienziale ha poi un notevole impatto sulla motivazione con la quale si affronta un progetto formativo, perché le attività sono in grado di coinvolgere e dimostrare il valore dell’apprendimento. Il divertimento che si genera può contribuire a consolidare le capacità apprese, purché non sia fine a sé stesso, ma parte integrante del metodo formativo.

Se il gruppo di partecipanti è limitato, il formatore ha modo di seguire ogni percorso con la giusta attenzione. Inoltre, lavorando in fasi specifiche a coppie di colleghi – anche dal background differente – si attiva il peer to peer coaching, fondamentale anche per il mantenimento dei risultati.

Scopri di più nel nostro articolo dedicato all’argomento!

Il modo in cui le persone provano e vivono le diverse attività stimola la creatività e la capacità di adattarsi a circostanze anche inattese, abituandole ad affrontare i cambiamenti con maggiore propositività.

 


 

Come abbiamo visto nell’articolo di oggi, la componente esperienziale è in grado di determinare l’efficacia dei corsi di formazione aziendale finalizzati allo sviluppo delle competenze comportamentali, tra le quali la capacità di leadership, le competenze di vendita (anche da remoto) e il change management sono tra le più urgenti nelle organizzazioni che si trovano a vivere il new normal.

Il metodo innovativo sviluppato da InsideOut consente ai partecipanti di vivere in prima persona l’esperienza di apprendimento, di mantenere e sviluppare nel tempo le competenze acquisite. Se desideri saperne di più, prenota una demo personalizzata e gratuita!

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Argomenti: formazione aziendale, formazione esperienziale, formazione comportamentale