Team coaching in azienda: trasformare i colleghi in allenatori

Pubblicato da: Domenico Malara il 22.08.2017
Domenico Malara
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team coaching in aziendaAll'interno della vasta gamma di attività che rientrano nel concetto di formazione aziendale, il coaching  si può rivelare altamente indicato per le imprese che mirano al miglioramento dell’efficacia di un singolo o di un team di lavoro.

Sebbene siano molte le organizzazioni che oggi investono in piani di formazione manageriale per i loro executive, sono poche, ma in crescita, quelle che conoscono le potenzialità del coaching applicato agli altri livelli aziendali.

Oggi parleremo delle competenze che vengono stimolate da questo tipo di attività e di come trasformare i partecipanti in coach.


 

Team coaching in azienda e team building sono la stessa cosa?

 

Quando parliamo di team coaching in azienda ci riferiamo a un piano di formazione aziendale che mira a fare diventare un reparto o un gruppo di lavoro più efficace, focalizzato e performante, supportando così l’intera organizzazione al raggiungimento degli obiettivi.

Nel caso del team building, invece, il focus si sposta sulla costruzione dello spirito di team e dei suoi valori. Spesso si fa corrispondere questa attività a esperienze forti, in contesti outdoor particolarmente suggestivi o avventurosi.

 

Quali competenze si desiderano migliorare?

 

I risultati che le aziende desiderano ottenere quando si rivolgono a società di coaching aziendale generalmente riguardano:

  • l’assunzione di maggiori responsabilità
  • la gestione dello stress
  • la capacità di organizzare le proprie attività
  • la costruzione di relazioni efficaci
  • il lavoro in team
  • lo sviluppo della leadership
  • la gestione del cambiamento

Un progetto di team coaching di qualità può sicuramente contribuire a realizzare gli obiettivi formativi citati pocanzi e nel prossimo paragrafo vedremo in che modo.

Metodo

L’elemento centrale dell’attività di un coach è essere un facilitatore dell’apprendimento. Poiché la disponibilità all’apprendimento negli adulti è selettiva e limitata a ciò che ritengono possa essere loro utile, è fondamentale definire innanzitutto i risultati desiderati.

Il facilitatore analizza quindi il contesto aziendale e stabilisce il metodo e i contenuti del piano di coaching; allo stesso tempo è essenziale che il manager condivida con i partecipanti le aspettative rispetto al progetto.

 

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Durante l’esperienza formativa l’obiettivo sarà di generare consapevolezza nei confronti dei comportamenti abituali e di tutte quelle interferenze che limitano il potenziale personale e professionale. Per aumentare la consapevolezza dei partecipanti non è necessario coinvolgerli attraverso attività outdoor “estreme” o “fantasiose” a tutti i costi.

È sufficiente progettare delle esperienze in grado di generare nelle persone un cambio di prospettiva che, ribaltando i paradigmi consolidati, facili il cambiamento dei comportamenti desiderati. E questo può accadere benissimo in una sala riunioni con dei facilitatori esperti!

team coaching in azienda sala riunioni

In questo modo è, anzi, più semplice riportare i comportamenti appresi in aula alla quotidianità lavorativa, applicandoli a situazioni concrete.

 

Come si inseriscono i nuovi comportamenti appresi con la formazione nella giornata lavorativa, trasformandoli in abitudini?

 

Il peer to peer coaching

Mettere in pratica i nuovi atteggiamenti nelle settimane e nei mesi successivi all’aula: spesso è proprio questa la difficoltà principale vissuta da chi ha frequentato un corso di formazione comportamentale.

Il peer to peer coaching è una pratica utile a risolvere questa criticità, vediamo come.

 

In quale attività desideri migliorare?

Quali risultati desideri raggiungere?

 

Nel corso del peer to peer coaching si formano delle coppie di colleghi che, sotto la guida di un facilitatore, analizzano le proprie sfide e le proprie situazioni per evidenziare quei comportamenti, magari inconsapevoli, che supportano o compromettono l’espressione del potenziale.

 

Come svolgi attualmente l’attività?

Come desideri svolgerla da domani?

 

L’obiettivo è esplorare insieme il processo ideale, aiutandosi a vicenda a scegliere di cambiare individuando nuove strategie d’azione. Ciò avviene in misura più intima rispetto a quanto avviene in un’aula dove un partecipante è costretto a condividere esperienze con tutti gli altri.

 

Quali risorse personali hai scoperto di possedere?

Quando inizierai a concretizzare gli insegnamenti?

 

Dopo il termine del corso, i colleghi possono continuare ad essere coach e organizzare brevi incontri durante i quali monitorare i progressi l’uno dell’altro.

È molto più facile mantenere l’impegno quando non si è da soli e quando i cambiamenti vengono introdotti poco alla volta.

Anche quando non si ha particolare voglia di allenarsi, il fatto di avere un supporto da parte del collega che vive la medesima situazione, declinata magari in sfumature diverse, convince a continuare a stimolare e accrescere la fiducia nelle proprie competenze.

Per un’azienda oggi investire in progetti di coaching e formazione è sempre più strategico, soprattutto se si desidera incrementare la retention delle proprie risorse sviluppandone le competenze e diffondendo nuovi processi e metodi lavorativi.

 


 

In un contesto in continuo mutamento, come quello dell’industria 4.0, non sono solo le conoscenze digitali a essere oggetto dei piani formativi, ma anche e soprattutto le skill comportamentali che aiutano le organizzazioni a diventare agili, superando le difficoltà del mercato.

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Argomenti: formazione aziendale, coaching aziendale, training aziendale