Come sfruttare l'intelligenza emotiva per ridurre il turnover

Pubblicato da: Domenico Malara aggiornato il 20 aprile 2023
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Esiste un forte legame tra intelligenza emotiva e leadership efficace.

Nell’articolo di oggi vediamo come questo tipo di intelligenza può essere di supporto ai manager che vogliono migliorare il tasso di retention nella loro azienda e ridurre i livelli di turnover.

Continua a leggere per saperne di più.

Intelligenza emotiva e leadership

L’intelligenza emotiva è la capacità di saper riconoscere le emozioni quando si manifestano.

Seppur molto spesso passi in secondo piano rispetto alle competenze tecniche, questa intelligenza ha un legame molto stretto con la leadership e in molti casi è ciò che permette ad un leader di essere più efficace.

 

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Essere un leader intelligente emotivamente e dotato di empatia è molto importante per creare un clima aziendale sereno, basato sul riconoscimento delle proprie emozioni e di quelle degli altri.

Questo permette di capire meglio i comportamenti altrui, usando proprio la base emotiva delle persone come leva per aumentare la motivazione sul posto di lavoro.

La chiave per trattenere i talenti in azienda, oltre al riconoscimento e alla soddisfazione dei bisogni dei collaboratori, è la capacità da parte del leader di adattare il proprio stile di leadership alle necessità e ai bisogni dei collaboratori.

In questo processo, valorizzare le emozioni per aumentare la soddisfazione e rendere il proprio team più empowered è fondamentale per avere un impatto positivo sul clima aziendale, che gioca poi un ruolo diretto nella decisione dei collaboratori di non lasciare l’azienda e di decidere di restare.

Saper riconoscere e controllare le proprie emozioni, così come quelle altrui, è molto importante nelle dinamiche di gruppo e aiuta a creare sentimenti di fiducia reciproca e stima tra le persone, altri elementi molto importanti per la retention.

Avere un QE - quoziente emotivo - alto può essere di aiuto anche durante il processo di recruiting, che se svolto in modo strategico contribuisce in buona parte alla ritenzione dei talenti in azienda.

 

intelligenza emotiva

 

In questa fase infatti, saper leggere le emozioni aiuta a capire l’allineamento o meno del candidato con i valori e la mission aziendali, indispensabile per pensare a una collaborazione a lungo termine.

L’intelligenza emotiva aiuta anche a creare relazioni solide sia tra colleghi che tra management e collaboratori, contribuendo a creare ambienti virtuosi nei quali engagement e soddisfazione possono svilupparsi in modo naturale, incidendo in modo positivo sulla retention.

 

Imparare l’intelligenza emotiva

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, uno degli elementi fondamentali per un manager che vuole aumentare i livelli di talent retention dell’azienda, riducendo di conseguenza il tasso di turnover, è saper adattare il proprio stile di leadership ai bisogni dei collaboratori.

Questo significa anche saper incorporarvi l'intelligenza emotiva che, al contrario di quanto si possa pensare, non è una caratteristica innata.

Questa intelligenza infatti si può allenare, grazie a una formazione specifica e al supporto di professionisti.

Per adattare il proprio stile di leadership e renderlo più in linea con un approccio emotivo, si possono seguire alcuni semplici consigli:

  • pensare prima di agire o reagire
  • accogliere le critiche costruttive e imparare da esse
  • dimostrare empatia nei confronti delle altre persone
  • elogiare i collaboratori ogni volta si presenti l’occasione
  • saper chiedere scusa per un comportamento scorretto o per un errore commesso
  • mantenere le promesse
  • non portare rancore nei confronti dei collaboratori o dei propri pari
  • essere sempre disponibili ad aiutare
  • essere onesti
  • difendere le proprie emozioni

Questi elementi contribuiscono a mettere un leader più in contatto con la propria intelligenza emotiva, con effetti positivi sul clima aziendale - che sarà più sereno -  e di conseguenza anche sul desiderio dei collaboratori di restare in azienda e di non cercare un’altra opportunità lavorativa altrove.


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Argomenti: leadership, intelligenza emotiva, turnover del personale