4 best practice per migliorare la concentrazione

Pubblicato da: Salvatore Errante aggiornato il 27 gennaio 2022
Salvatore Errante
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migliorare la concentrazioneMantenere il focus su un’attività importante può diventare una vera sfida, soprattutto in un contesto che non fa che aggiungere distrazioni, come quello in cui ci troviamo a lavorare, in ufficio o a casa, senza particolari distinzioni.

È possibile migliorare la concentrazione nel mondo iperconnesso di oggi?

Per fortuna, sì! Quella di concentrazione è infatti una capacità mentale che può essere allenata e rafforzata, proprio come un muscolo. Scopriamo insieme alcune buone pratiche nell’articolo!

Perché è tanto importante

migliorare la concentrazione oggi?

 

Quella che stiamo vivendo è un’epoca in cui ogni tipo di informazione (e dunque distrazione) è a portata di mano - o meglio, di dita - e di smartphone.

Anche nei momenti di pausa, ci ritroviamo a scorrere le notizie e le bacheche sui social network, senza una reale intenzione, ma quasi come un’abitudine.

Mantenere la concentrazione sulle attività lavorative è diventato quindi sempre più cruciale per raggiungere i nostri obiettivi, imparare nuove competenze e migliorare la produttività. Il focus si rivela l’elemento chiave, capace di fare la differenza tra il successo e il fallimento di un progetto, anche nella vita privata - ad esempio nel caso dello sport.

 

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Come migliorare la concentrazione

Le best practice che stiamo per analizzare sono solo apparentemente semplici: la possibilità di migliorare la concentrazione esiste ed è concreta, ma richiede un impegno nel modificare alcune abitudini a livello quotidiano.

1. Analizzare la propria capacità di concentrazione

Come diciamo spesso, il primo passo per raggiungere un obiettivo è acquisire una maggiore consapevolezza rispetto al nostro punto di partenza.

Ecco alcune domande che ci possono guidare in questa sorta di autoanalisi.

  • Mi riesce facile prestare attenzione?
  • Quando definisco i miei obiettivi, li suddivido in micro-attività?
  • Faccio delle pause brevi ma regolari, per poi tornare al lavoro?
  • Mi capita spesso di sognare a occhi aperti?
  • Faccio fatica a trascurare gli elementi di distrazione che mi circondano?
  • Perdo il filo delle mie attività?

Se abbiamo risposto “sì” alle prime tre domande, la nostra capacità di concentrazione è buona: ha solamente bisogno di essere allenata e mantenuta. Se abbiamo risposto “sì” alle ultime tre domande, invece, ci servirà lavorare con maggiore impegno alle prossime buone pratiche.

2. Passare dal multitasking al monotasking

Il multitasking è stato una caratteristica "chimera" richiesta dalle organizzazioni nelle job description per anni.

La verità, però, è che la gestione contemporanea di più attività non è una capacità propria del nostro cervello e che, anzi, è persino pericolosa per la salute, oltre a compromettere le performance.

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L’attenzione della mente delle persone è una risorsa limitata, perciò è fondamentale utilizzarla in modo corretto e sostenibile.

3. Rimuovere le distrazioni

Per quanto possa sembrare un consiglio ovvio, la rimozione delle distrazioni è fondamentale per migliorare la concentrazione. Il vero problema spesso riguarda l'effettiva fattibilità, perché, se una musica di sottofondo può essere spenta senza difficoltà, non è altrettanto realistico aspettarci il completo silenzio da parte dei colleghi in open space o dei nostri familiari (se ci troviamo in smart working).

migliorare la concentrazione

Per limitare l’impatto di questo tipo di distrazioni esterne, possiamo cercare un luogo in cui lavorare indisturbati e al massimo della concentrazione per il tempo necessario, avvisando le persone che ci circondano.

Tuttavia, le distrazioni più ostiche sono quelle interne: la preoccupazione, l’ansia, la scarsa motivazione e la sensazione di non farcela sono i principali nemici della produttività. Per sconfiggerli, è consigliato affrontare attività complesse la mattina che segue una notte di buon riposo, dopo una passeggiata all’aria aperta, una sessione di yoga o di meditazione.

4. Concedersi delle piccole ma frequenti pause

Quando restiamo concentrati su un’attività per un periodo prolungato, la nostra attenzione inizia a diminuire con il passare dei minuti e iniziamo a cercare delle “vie di fuga” nelle distrazioni esterne.

Quante volte ci è capitato di avvertire un senso di fame mentre stavamo lavorando?

Molto spesso, si tratta di un tentativo della nostra mente di staccare, proprio per riportare la concentrazione a un livello sufficiente.

Esattamente come nel caso del multitasking, anche il concetto di lavoro incessante come unica via per la produttività è un falso mito.

Diversi studi e ricerche hanno dimostrato come una pausa ogni 20-25 minuti di lavoro sia invece in grado di migliorare la concentrazione, perché segue la naturale tendenza del nostro cervello a ricercare una ricompensa dopo un’attività impegnativa. 

È da questo principio che è nata la Tecnica del Pomodoro che abbiamo descritto in forma grafica in questo articolo.

 


 

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Argomenti: raggiungere obiettivi, produttività aziendale, multitasking, smart working, gestione del tempo