Quando il formatore aziendale allena l'efficacia professionale?

Pubblicato da: Domenico Malara il 03.08.2017
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Quando l’obiettivo di un piano di formazione aziendale riguarda il miglioramento delle prestazioni lavorative di un team, un reparto o un’intera impresa, occorre prendere in considerazione innanzitutto l’obiettivo, l’efficacia professionale, definire il metodo per raggiungere i risultati e prevedere un piano per mantenerli nel tempo.

In questo articolo ci concentreremo su questi 3 aspetti, spiegando: 

  • Cosa si intende con efficacia
  • Qual è il metodo da seguire per il formatore aziendale 
  • Come si possono allenare i risultati del corso

Cosa si intende con efficacia?

Quando un formatore aziendale rappresenta un triangolo i cui vertici sono performance, apprendimento e divertimento e chiede ai presenti in aula di indicare la componente più valorizzata nel contesto professionale, solitamente è la performance ad avere la meglio, a discapito degli altri due elementi.

 triangolo efficacia professionale

È opinione piuttosto diffusa che se c’è divertimento non è vero lavoro, se non siamo stressati dai ritmi di lavoro, non ci stiamo dando abbastanza da fare.

Tuttavia sono molti gli studi che stabiliscono una relazione di interdipendenza fra le tre parti, senza necessariamente che l’una prevarichi le altre due.

 

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Se il triangolo composto da risultati, apprendimento e divertimento è equilatero e quindi i 3 fattori sono in equilibrio costante, si riesce a trovare la chiave per l’efficacia professionale.

L’apprendimento, così come la performance, contribuisce a far crescere il profitto individuale ed aziendale.

Peter Drucker, autore di Post-Capitalism Society, uno degli autori più influenti del management moderno, afferma infatti che “Il know-how è diverso da tutte le altre risorse. Si aggiorna e si evolve di continuo, per cui il sapere di oggi è l’ignoranza di domani. Lo sviluppo di know-how non sarà l’unico fattore competitivo nel mondo dell’economia, ma certamente ne diventerà un fattore decisivo”.

 

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Lavorare diventa un processo di crescita delle proprie capacità, con la finalità di generare risultati migliori nel futuro.

L’equilibrio tra risultati, apprendimento e divertimento varia a seconda della situazione lavorativa in cui ci troviamo.

Se siamo ad una convention aziendale, è probabile che divertimento e apprendimento siano i protagonisti indiscussi; ciò non si significa che in alcuni momenti non ci sia un focus sulle performance.

Se partecipiamo ad un corso di formazione, prevarrà l’apprendimento; un po’ di divertimento sarà utile per favorire l’apprendimento così come obiettivo ultimo sarà aumentare la performance.

Nell'arco di una giornata lavorativa, le priorità cambiano continuamente in relazione alle differenti situazioni. In un momento particolarmente critico e delicato la performance è tutto ma, trascorso l’attimo, occorrerà fermarsi per riflettere e imparare.

La chiave per l’efficacia professionale è quindi mantenere un rapporto dinamico ed equilibrato apprendimento, divertimento e performance, enfatizzandone eventualmente una più delle altre dipendentemente dalle situazioni lavorative.

Qual è il metodo da seguire per il formatore aziendale?

Dopo avere analizzato il contesto aziendale e raccolto le aspettative rispetto al corso, il formatore definisce i contenuti necessari al raggiungimento degli obiettivi.

metodo del formatore aziendale

Ciò che fa la differenza nell'efficacia di un piano è lo spostamento del focus sul come anziché sul cosa: il metodo usato dal formatore aziendale per creare le condizioni migliori e permettere ai partecipanti di apprendere è l’elemento determinante per il successo.

Nel corso dell’esperienza formativa, il facilitatore deve prima di tutto infondere serenità e coinvolgere i partecipanti, dimostrandosi esperto non soltanto della materia e delle nozioni da apprendere, ma anche del processo.

Attraverso esercitazioni pratiche, dovrà aiutare i partecipanti a capire come incrementare l’efficacia professionale, raggiungendo il benessere lavorativo sia individuale che organizzativo e come affrontare con fiducia le future situazioni di cambiamento.

L’obiettivo è fare emergere il meglio dalle persone che prendono parte al corso, grazie a una maggiore consapevolezza delle proprie risorse e alla definizione di scelte efficaci.

Come si possono allenare i risultati del corso?

Quando gli obiettivi sono condivisi tra manager e partecipante ancora prima dell’inizio dell’attività formativa in aula, gli eventuali preconcetti per cui il lavoratore tende a sentirsi inadeguato o forzato a partecipare vengono eliminati.

È importante ricordare come l’apprendimento degli adulti sia selettivo, per cui è fondamentale che prenda parte al progetto con la giusta fiducia.

 

Quanto è difficile mantenere i risultati

mesi dopo la fine di un corso di formazione?

 

Dopo il corso, il responsabile può diventare a sua volta coach seguendo le indicazioni fornite dal formatore. Pianificando alcuni incontri con i collaboratori si riflette sui contenuti mantenendo vive la consapevolezza e l’energia generate in aula.

Inoltre, la difficoltà piuttosto comune di mettere in pratica nuovi comportamenti e atteggiamenti mentali, pur avendoli perfettamente compresi e assimilati durante la formazione, può essere superata con il peer to peer coaching, una pratica incoraggiata già in aula, con i colleghi che lavorano a coppie.

Se anche dopo il termine della formazione, ci si confronta per monitorare i progressi l’uno dell’altro, il metodo viene trasferito dal facilitatore ai partecipanti che possono quindi proseguire l’allenamento in autonomia.

La parità di livello dei partecipanti li mette inoltre nelle condizioni di sperimentare in aula il confronto e il supporto tra colleghi che prolungherà l’efficacia nel tempo del percorso formativo, a differenza di quanto avviene quando un coach impone degli insegnamenti e delle regole senza coinvolgere le persone.

 


 

Esattamente come un personal trainer, il formatore aziendale deve prima di tutto definire gli obiettivi sulla base dell’analisi della situazione. Dopo avere stabilito un piano d’azione e a valle dell’esecuzione dell’attività intensiva per mantenere la forma fisica raggiunta è essenziale che la persona sia in grado di allenarsi anche senza il trainer. La giusta motivazione può arrivare quindi dalla scelta di fare allenamento con un collega e supportarsi a vicenda per prolungare la durata dei risultati.

La vera sfida infatti è che i risultati ottenuti con la formazione durino nel tempo.

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Argomenti: formazione aziendale, coaching aziendale, training aziendale