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L'impatto della cultura organizzativa sulle performance aziendali

Pubblicato da: Salvatore Errante il 17.01.2019
Salvatore Errante
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cultura organizzativa“Culture eats strategy for breakfast” ovvero “la cultura [aziendale] si mangia la strategia a colazione” è la citazione forse più celebre del consulente manageriale e saggista Peter Drucker.

Non a caso, negli ultimi decenni uno degli obiettivi principali nelle aziende è quello di trovare un punto di incontro tra la cultura organizzativa e le modalità di lavoro sempre più innovative e flessibili, abbandonando il paradigma tradizionale dei piani che prevedono diversi anni per la loro attuazione.

La cultura può avere un impatto anche sulle performance aziendali? Scopriamolo nell'articolo di oggi.


Cultura organizzativa o strategia?

Con il suo motto, Drucker non intendeva affatto sottovalutare l’importanza della strategia per il business, ma voleva evidenziare come cultura e strategia debbano supportarsi a vicenda per portare al cosiddetto empowerment necessario a raggiungere il successo.

In breve, se vengono definiti obiettivi e attività incompatibili con la cultura organizzativa, la strada per la loro realizzazione sarà decisamente complicata, se non impossibile da percorrere.

Entriamo ora nello specifico con un esempio, riportato dal Journal of Organizational Behavior in una ricerca dal titolo “Cosa viene prima, la cultura organizzativa o le performance?”.

 

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Si tratta di uno studio pubblicato nel 2015 e che ha preso in esame 95 concessionarie automobilistiche, analizzando nel corso di 6 anni i dati relativi alle performance di vendita, i livelli di assistenza alla clientela e la loro connessione con gli aspetti di cultura aziendale.

Il primo studio ha riguardato la cultura organizzativa ed è stato realizzato attraverso un sondaggio volto a misurarne 4 elementi fondamentali:

  1. Coinvolgimento
  2. Coerenza
  3. Flessibilità
  4. Mission

Anche la soddisfazione dei clienti veniva misurata, insieme ai dati relativi alle vendite delle auto, ogni trimestre.

 

Il risultato?

 

Nelle concessionarie in cui la cultura ha la priorità, la produttività aziendale cresce. Nello specifico:

  • nei dipartimenti in cui la cultura aziendale viene enfatizzata, la soddisfazione dei clienti rispetto all'assistenza ricevuta è maggiore
  • nei team commerciali in cui la cultura aziendale viene enfatizzata, la soddisfazione dei clienti rispetto all'acquisto è maggiore
  • nelle concessionarie in cui la cultura aziendale viene enfatizzata, le performance generali di vendita sono maggiori

Le considerazioni finali dei ricercatori parlano di una correlazione diretta tra la diffusione della cultura aziendale in tutti i dipartimenti e l’incremento della soddisfazione dei clienti, delle vendite e del fatturato. Non si trovano, invece, prove della correlazione contraria, ovvero della diffusione della cultura e del benessere organizzativo a causa dell’incremento della produttività.

In altre parole, una cultura capace di coinvolgere i collaboratori, fondata sulla flessibilità, sulla fiducia, sulla condivisione trasparente degli obiettivi e della mission, aiuta a migliorare le performance di vendita e la soddisfazione dei clienti.

cultura organizzativaC’è un’altra ricerca a sostegno della relazione tra cultura e produttività, in questo caso redatta dal Queen's University Centre for Business Venturing che ha analizzato per 10 anni i risultati dei sondaggi aziendali rispetto al coinvolgimento dei collaboratori, confrontandoli con le performance.

 

Il risultato?

 

Le imprese con un alto coefficiente di engagement dei dipendenti nei confronti della cultura aziendale, rispetto a quelle dal coefficiente inferiore, registrano:

  • aumento del 65% del valore dei titoli azionari societari
  • incremento del 15% della produttività aziendale
  • aumento del 30% del livello di soddisfazione dei clienti
  • diminuzione del 20% dei fenomeni di assenteismo
  • calo del 26% del turnover del personale
  • crescita del 100% del numero di candidature spontanee

In conclusione, i manager e gli imprenditori oggi dovrebbero ricercare meno le performance fini a se stesse e puntare maggiormente sulla creazione e sulla diffusione di cultura e benessere organizzativo.

 

Come fare?

 

Abbiamo individuate 4 consigli da seguire.

  1. Puntare su empatia e intelligenza emotiva, competenze sempre più importanti nel management odierno, perché migliorano la collaborazione tra colleghi e dipartimenti e rafforzano la resilienza.
  2. Incentivare le relazioni e il benessere organizzativo; il clima lavorativo infatti determina la salute dei dipendenti e ha un impatto decisivo sulle performance, come la capacità decisionale e la gestione dello stress.
  3. Essere disponibili ad aiutare, perché il manager coinvolto e che si fa carico delle situazioni di difficoltà, con il suo esempio è in grado di trasmettere la cultura organizzativa molto più di centinaia di presentazioni o slogan.
  4. Incoraggiare il dialogo attraverso il feedback costante, alla base di una relazione di fiducia tra azienda e collaboratore.

 


 

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Argomenti: cultura aziendale, empowerment organizzativo, produttività aziendale