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Quali competenze sviluppare per migliorare la relazione interpersonale

Pubblicato da: Domenico Malara il 05.09.2019
Domenico Malara
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relazione interpersonaleStoricamente, in una visione piuttosto tradizionale della leadership e del management, siamo stati convinti di come le emozioni andassero lasciate fuori, varcando la soglia dell’ambiente di lavoro.

Con l’introduzione dei concetti di intelligenza emotiva e relazionale, invece, l’approccio al lavoro (e alla vita in generale) vede la consapevolezza delle proprie emozioni legata a doppio filo alle performance.

Vediamo allora quali sono le competenze da sviluppare per migliorare la relazione interpersonale, in questo articolo.

Perché migliorare la relazione interpersonale?

La vita di ogni giorno è caratterizzata da relazioni, chiaramente la sfera professionale non è da meno. Per costruire rapporti costruttivi e basati su rispetto e fiducia reciproci, è necessario portare nella pratica di ogni giorno empatia e ascolto.

Alla base di questo approccio decisamente fondato sulla consapevolezza delle emozioni, nostre e degli interlocutori, troviamo due tipi di intelligenze, legati ma diversi tra loro. Analizziamole entrambe.

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Intelligenza emotiva VS intelligenza relazionale

L’intelligenza emotiva può essere definita come la capacità di identificare e gestire le nostre emozioni e quelle delle persone con cui ci relazioniamo.

È basata su 3 competenze principali che sono:

  • la consapevolezza delle emozioni
  • la capacità di applicarle al ragionamento e ai processi di problem-solving
  • la gestione delle emozioni proprie e dell’interlocutore

L’intelligenza relazionale si sviluppa con l’esperienza nei rapporti con gli altri; è ciò che impariamo attraverso gli sbagli, o i successi, e che spesso viene definita anche tatto.

Uno degli elementi più importanti che costituiscono questo tipo di intelligenza sociale è la gestione delle relazioni.

I passaggi per migliorare la relazione interpersonale

Innanzitutto, occorre una visione diversa delle emozioni, soprattutto in ambito lavorativo. Non si tratta di distrazioni capaci di influenzare negativamente la nostra capacità di giudizio, rendendoci in un certo senso più deboli.

È difficile anche solo immaginare di potere lasciare le nostre emozioni fuori dall'ingresso dell’ufficio, esserne consapevoli e riconoscerle è il primo passo per sfruttarle a nostro vantaggio, migliorando il clima organizzativo.

In che modo? Un leader empatico, dotato di intelligenza emotiva, sa bene come le persone arrabbiate, frustrate e stressate siano meno performanti rispetto a quelle felici, motivate e soddisfatte del proprio lavoro.

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Diffondere una cultura aziendale positiva, piuttosto che ignorare le emozioni negative, porta un vero vantaggio in termini di efficacia e produttività.

L’empatia e l’ascolto dell’interlocutore si trovano anche alla base di un approccio decisamente più vincente alle vendite. Il successo di un commerciale, infatti, si gioca molto sulla sua capacità di intercettare i bisogni e le preoccupazioni del potenziale cliente, per poi presentargli una proposta capace di risolverli.

È importante distinguere la gestione delle emozioni dal loro controllo e dalla manipolazione. L’intelligenza sociale riguarda principalmente competenze in ambito comunicativo che aiutano a fare esprimere al massimo il potenziale dei colleghi, ispirandoli e guidandoli con esempi positivi per aiutarli a crescere, cambiare e risolvere i conflitti.

Queste competenze possono essere apprese e allenate, portando benefici a ogni tipo di relazione interpersonale, sia professionali che private.

relazione interpersonale

Alcuni consigli pratici

Per costruire relazioni solide, serve un interesse sincero nei confronti dell’altro: fare domande è certamente un ottimo punto di partenza per trovare un modo per essere d’aiuto.

Non solo domande agli altri, ma anche a noi stessi; sono fondamentali per sapere come ottenere ciò che si desidera e celebrare ogni piccolo successo.

Per essere certi di dedicare la giusta attenzione all'interlocutore, il contatto visivo è un ottimo punto di partenza, così come non interrompere e attendere una risposta alle domande, lasciando il tempo per elaborarla.

Sia negli incontri di vendita che nei colloqui tra colleghi, è importante non spostare l’argomento su di sé. Altra regola da seguire sempre: non tenere lo smartphone a portata di mano, meglio ancora, lasciarlo in modalità “non disturbare”. Per quanto siamo abituati a questi comportamenti, si tratta di una mancanza di rispetto che ci fa sembrare totalmente concentrati solo su noi stessi, anziché sulle persone che abbiamo di fronte.

 


 

Unendo l’intelligenza emotiva a quella sociale, la capacità relazionale migliora e incide sull'ambiente di lavoro. Come abbiamo detto all'inizio di questo articolo, tutto è relazione e grazie a una maggiore consapevolezza delle nostre azioni sulle persone che ci circondano, riusciremo a fare un passo avanti verso l’efficacia relazionale. È necessario allenare l’ascolto degli altri, trovando il modo giusto per comunicare con le diverse personalità.

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Argomenti: intelligenza emotiva, relazioni interpersonali, collaborazione in azienda