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I corsi di team building sono necessari? Come favorire la coesione

Pubblicato da: Domenico Malara il 23-nov-2017 12.30.00
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corsi di team building

Proprio come un consulente finanziario consiglia di continuare a investire i dividendi, per ampliare il portfolio azionario e massimizzare il guadagno, nel contesto lavorativo è fondamentale non solo investire il proprio tempo in nuove relazioni, ma anche alimentare quelle esistenti.

È il capitale umano la risorsa più preziosa delle aziende e proprio come il capitale azionario ha bisogno di attenzioni continue per mantenere la sua efficacia man mano che passa il tempo.

Quando si organizzano i corsi di team building, l’obiettivo è solitamente quello di favorire la coesione all’interno di un gruppo di lavoro, tuttavia esistono piccoli accorgimenti quotidiani che possono migliorare le relazioni tra colleghi e tra dipartimenti.

Ne parliamo in questo articolo.


I corsi di team building sono necessari? Come favorire la coesione

L’investimento nel proprio capitale umano è una vera e propria impresa, ma ci sono molte possibilità, anche al di fuori dei corsi di team building, per migliorare le relazioni e contribuire attivamente.

Se ogni mattina all’ingresso in ufficio, anziché passare dal corridoio a testa bassa, salutiamo i colleghi guardandoli negli occhi, ad esempio, possiamo iniziare con il piede giusto.

Non si tratta solo di una convenzione, né di dare una parvenza di vicinanza: gli studi neuroscientifici, infatti, dimostrano che la creazione del contatto visivo stimoli a livello cerebrale un segnale che innesca empatia.

Un ulteriore semplice passaggio per la costruzione di relazioni solide è la conversazione, non per forza focalizzata sul lavoro. Fare domande interessate e alimentare conversazioni autentiche fa sentire i collaboratori a proprio agio e li lega sempre più sia al manager che dimostra un effettivo interesse che all’azienda, incrementando la retention dei dipendenti.

Si tratta di un’attività che richiede un certo sforzo, ma l’interazione porta vantaggi sia alla vita personale che a quella professionale, contribuendo alla naturale diffusione di benessere.

corsi di team building

I corsi di team building possono diventare uno dei momenti, forse il più intenso, nei quali creare dei legami e rafforzare la fiducia tra colleghi, tuttavia non possono rappresentare una soluzione magica per l’azienda. Per fare squadra ci vuole impegno, ogni giorno.

 

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Come reagiamo alle notizie positive?

 

La psicologa Shelly Gable dell’Università della California, nell’articolo “What do you do when things go right? The intrapersonal and interpersonal benefits of sharing positive events” (pubblicato sul Journal of Personality and Social psychology) racconta come la capitalizzazione, ovvero l’atto di condividere notizie positive con qualcuno, aiuti a moltiplicare i benefici dell’evento stesso. Tuttavia se reagiamo negativamente o passivamente alla comunicazione di una buona notizia oppure la ignoriamo, il rapporto con la persona subisce un danno. La reazione positiva o costruttiva, con domande e commenti interessati, invece, potenziano la soddisfazione che deriva da una relazione e alimenta la sensazione di essere ascoltati e appoggiati, essenziale al miglioramento del clima aziendale.

I corsi di team building vengono spesso proposti quando ci sono molte persone nuove in azienda, che si tratti di assunzioni recenti o di fusioni e riorganizzazioni: l’obiettivo è fare conoscere le persone e creare dei rapporti di collaborazione efficaci. Non sempre, però, è necessario che le attività prevedano l’uscita dall’ufficio o la partecipazione a giochi e sport outdoor.

Alcune aziende prevedono dei momenti nei quali i dipendenti storici passano una giornata a imparare le basi del lavoro di un nuovo dipartimento oppure di colleghi con i quali si ha poco a che fare. Si tratta a volte di occasioni uniche di incontro per creare nuove opportunità di connessione.

Non tutti i colleghi possono (o devono) diventare amici, è normale che esistano simpatie o antipatie. È impossibile creare un ambiente dove tutti vanno d’accordo con tutti, ma se alla base c’è rispetto e autenticità, la strada è spianata.

Attenzione quindi a non forzare la condivisione di dettagli di vita privata o invitare ad attività obbligatorie che non faranno altro che creare disagio e ostacolare la relazione tra i colleghi. Saranno le persone stesse, nei tempi e luoghi preferiti, a scegliere come sviluppare delle relazioni professionali di qualità.

Queste dinamiche possono essere favorite anche da piccole decisioni “contro corrente”, ad esempio non portando gli smartphone nelle riunioni: i partecipanti avranno modo di guardarsi negli occhi, prestare più ascolto ed essere più attenti agli altri. Questi incontri sono anche il contesto ideale per mettere in pratica un altro consiglio utile al miglioramento del clima e al rafforzamento del team: riconoscere i meriti ed elogiare spesso i propri collaboratori.

Sonja Lyubomirsky in The How of Happiness: A New Approach to Getting the Life Your Want spiega infatti come sia dimostrato che le espressioni di gratitudine rafforzano le relazioni, sia private che professionali, perché innescano una spirale positiva di motivazione.

 


 

Abbiamo visto come l’attività di team building aziendale non possa essere limitata a un evento di una o più giornate, ma debba entrare a fare parte della vita lavorativa di ogni giorno.

InsideOut ha progettato Enjoy!, un prodotto formativo pensato per aiutare le aziende a promuovere i talenti e fare esprimere al massimo il potenziale dei collaboratori.

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Argomenti: team building, clima aziendale, benessere organizzativo