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La resilienza è la chiave per il benessere organizzativo?

Scritto da Domenico Malara | 02.05.2023

Da tempo, molti manager conoscono e apprezzano i benefici della resilienza come caratteristica personale. Tuttavia, si tratta di una competenza indispensabile anche ai loro collaboratori, alle persone che costituiscono i team di lavoro, perché contribuisce a rafforzare il benessere organizzativo.

Ne parliamo nelle prossime righe con un approfondimento sul significato e i benefici derivanti da:

  • resilienza
  • benessere aziendale

Continua a leggere per saperne di più.

Il benessere organizzativo come leva per le performance

Il benessere di un’organizzazione è determinato in larga misura dal modo in cui i collaboratori si rapportano all'azienda per la quale lavorano.

Sono il senso di appartenenza, la condivisione dei valori e il coinvolgimento, infatti, a dare un significato al ruolo professionale e responsabilizzare ogni persona rispetto al contributo delle proprie attività ai risultati del business.

L’affermazione che un’azienda è composta da persone, per quanto banale, riporta il tema del benessere a un approccio personale, introducendo il concetto di resilienza.

Facciamo un passo indietro e diamo un significato a questo termine.

 

Cosa significa resilienza?

La resilienza è una caratteristica della Fisica “prestata” alla Psicologia: nel primo ambito si tratta la capacità di un materiale di assorbire gli urti senza rompersi; in ambito psicologico, che è quello che riguarda da vicino la gestione delle Risorse Umane, indica la capacità di reagire a eventi traumatici in modo positivo, riorganizzandosi di fronte alle difficoltà e restando aperti alle opportunità che si presentano.

 

 

Le persone resilienti, senza alienare la propria identità, riescono ad affrontare gli ostacoli in modo efficace, tanto da riuscire a raggiungere importanti traguardi.

In un mercato competitivo e soggetto a continue trasformazioni, è naturale che la resilienza venga considerata come una delle competenze desiderate dalle imprese.

Nel contesto economico contemporaneo, questa capacità assume un nuovo valore centrale, proprio come spiega Danielle Norremberg, Direttrice Formazione e Sviluppo con anche la responsabilità di Diversity Manager, nella sua Ted Talk tenutasi a Bari:

 

 

 
Facciamo un esempio:

Supponiamo che il contratto con un potenziale cliente molto importante a cui il dipartimento commerciale ha lavorato alacremente negli ultimi 2 mesi, supportato dall'intera azienda, sfumi e venga firmato da un’impresa concorrente.

Come si potranno sentire il CEO, il Direttore Commerciale e tutti gli account coinvolti sapendo che, dopo avere trovato delle idee efficaci per offrire un valore aggiunto all'offerta e per tagliare i costi, non hanno ottenuto alcun risultato dall'attività svolta con tanto impegno e dedizione?

Soprattutto quando da un contratto così fondamentale possono dipendere le sorti dell’azienda, il malumore si può diffondere molto rapidamente. Potrebbe accadere che dal dipartimento tecnico after sales qualcuno lasci l’azienda, perché non vede futuro senza quell'importante commessa sfumata, oppure che venga ricercato il colpevole dell'affare perso, tutte possibilità che rischiano di compromettere il benessere organizzativo.  

Per i manager le conseguenze vanno dal dovere rassicurare i collaboratori sulla stabilità dell’azienda, fino all'assunzione totale di responsabilità.

Il clima aziendale e le sensazioni dei collaboratori sono fortemente influenzati dai comportamenti di manager e leader che devono sapere adattare il proprio atteggiamento a seconda delle diverse situazioni e della sensibilità degli interlocutori.

Un compito estremamente complesso, soprattutto in situazioni non esattamente felici come quella raccontata nell'esempio.

 

Il ruolo dei manager nello sviluppo della resilienza per il benessere organizzativo

Riuscire a liberarsi delle abitudini inefficaci è la chiave per sviluppare la resilienza, sia nei collaboratori che nei manager.

 

Questi ultimi però, data la loro posizione in azienda, giocano un ruolo fondamentale nella promozione di questa rimozione delle abitudini per il raggiungimento degli obiettivi.

Molto importante poi è la tracciabilità dei miglioramenti ottenuti, misurati in termini di impatto positivo sulle performance e sul fatturato.

La resilienza ha infatti degli effetti diretti anche sulla produttività aziendale che, più decisioni strategiche verranno prese senza lasciarsi condizionare da schemi mentali e pregiudizi, più saranno positivi.

Questa competenza si può sviluppare a livello individuale, sociale e aziendale, essendo che esistono diversi tipi di resilienza.

La sfida per i manager quindi è ardua e può causare un’ansia eccessiva, sebbene il fallimento sia spesso annoverato tra le leve per un rinnovamento orientato al successo.

 

Come prevenire queste situazioni di stress?

 

Per mantenere la calma, anche quando si ha l’impressione di sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, l’alternativa a fingersi sicuri di sé (i collaboratori più perspicaci lo capiranno e ne risentirà la fiducia nei confronti del manager) è provare a cambiare il punto di vista.

 

Come? Un suggerimento può essere quello di ripensare a un episodio del passato che, all'epoca, era stato identificato come negativo. Guardando indietro, oggi, è possibile che, oltre a non essere più così negativo, sia stato perfino un bene?

Probabilmente tutti noi abbiamo vissuto situazioni simili, allora perché affrettarsi a etichettare un accadimento come negativo?

L’approccio resiliente suggerisce come reazione la domanda: in che modo posso trasformare questa situazione in modo da trarne un beneficio?

Solo spostando il punto di vista, si aprono una serie di possibilità diverse. Il passaggio successivo è provare ad analizzare la strategia per rendere una delle possibilità realizzabili. E ancora, si presentano infiniti modi.

Tornando al nostro caso d’esempio, quali potrebbero essere le conseguenze di un importante accordo commerciale perso?

Gli obiettivi di vendita (e di business) non vengono centrati, probabilmente uno o più manager non otterranno il bonus per il quale hanno lavorato, non potranno essere assunti nuovi collaboratori o, nella peggiore delle ipotesi, dovranno esserci tagli all'organico.

 

Esiste uno scenario nel quale tutto ciò

potrebbe trasformarsi in un’opportunità?

 

Il solo fatto di porsi questa domanda mette in una situazione emotiva differente, piena di entusiasmo anziché di inquietudine.

Rafforzare la consapevolezza e il benessere del capitale umano è indispensabile per affrontare cambiamenti organizzativi e trasformazioni societarie, superando le sfide che il mercato economico globale ci mette di fronte ogni giorno.

Per questo, adottare una mentalità aperta al cambiamento è fondamentale se si vogliono raggiungere obiettivi soddisfacenti legati alla resilienza.

Adottare un Growth Mindest è quindi indispensabile per una gestione del cambiamento efficace e per creare un'esperienza piacevole per tutti i membri dell'azienda, collaboratori e manager.

 

 

In conclusione, in un’azienda caratterizzata dal benessere organizzativo, è molto più semplice che vi siano la positività, lo spirito d’iniziativa e la volontà necessarie a trovare un modo per trasformare un evento apparentemente negativo in un mondo di opportunità.

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